

2018 - L'arrivo in Italia
Fantàsia arriva in Italia presso il cantiere Tecnomar di Fiumicino dove già vi erano alcuni altri esemplari di classe.


Il 13 marzo 2023 a Fiumicino nel cantiere Tecnomar si compie la meticolosa perizia con il maestro d'ascia Odilo Simonit del Cantiere Alto Adriatico Custom di Monfalcone.
Il rinnovamento
I lavori iniziano
Appena allocata in invaso lo scafo ha rivelato la necessità di eseguire alcuni ma vitali interventi.
I soci hanno accolto con entusiasmo la prima chiamata alle armi e si sono dedicati, sotto la sapiente regia di Daniele, ad un primo intervento finalizzato a rimettere in acqua al più presto lo scafo per i successivi interventi di restauro.

Refitting della coperta
In un precedente intervento del 2006-2007 il ponte venne raschiato, pulito e rivestito con "coelan" finalizzato a proteggere le doghe in Pino dell'Oregon.
Daniele con un procedimento di esfoliazione, carteggiatura e levigatura ha rimosso il vecchio rivestimento, riportando il legno al suo stato naturale.

Iniziano i lavori strutturali. Sapevamo che la barca era sana però lo scafo al suo interno, denudato di arredi ed impianti, ha esibito innumerevoli aspetti da trattare.
Alcuni madieri "affaticati" a poppa sono stati raddoppiati. Con delle dime in legno i nuovi madieri sono stati costruiti fedelmente a quelli originali.
Le immagini del prima e dopo valgono più di tante parole.
Il restauro dei bozzelli e degli accessori ha richiesto un approccio attento con la riparazione di alcune parti danneggiate per preservare l'autenticità e la funzionalità dei componenti. È stata una operazione delicata che richiede competenza nell'utilizzo dei materiali propri come legno, ottone e bronzo.

Dopo 83 anni Daniele ridisegna e costruisce una tuga a sostituzione della configurazione del 1937-1943, che all'epoca era stata riadattata rispetto all'originale, per maggior comodità di navigazione da diporto. Ora Fantàsia ha una tuga coerente con le morbide linee del pozzetto.

Albero Boma e Timone
L'albero, il boma e la pala del timone presentavano dei segni evidenti di mancanza di manutenzione negli anni in cui hanno sostato in Italia.
Sono pertanto stati sottoposti ad un importante restauro strutturale con delle rinvergature longitudinali fatte con maestria da Daniele.
La raschiatura delle vernici aveva evidenziato un pesante stato di deterioramento. Dopo gli interventi di ripristino i pezzi sono stati riportati alla originaria bellezza, enfatizzata dal ciclo di verniciature effettuate.
Per quanto riguarda la pala del timone e l'asse (in legno di quercia) oltre alla rinvergatura di alcune parti, si è deciso di sigillarla ulteriormente con un procedimento sottovuoto.

